Lo Studio Legale DDA si distingue per l’innovativo approccio al Diritto d’Autore e al Diritto delle Nuove Tecnologie.
Da anni, i membri dello Studio sono immersi nella rivoluzione digitale, risolvendo, attraverso soluzioni giuridiche ad hoc, le criticità nascenti dal rapporto tra la lenta evoluzione del Diritto d’Autore e delle Nuove tecnologie e le realtà digitali che stanno cambiando l’approccio all’accesso alla cultura.
L’esperienza dei membri dello Studio, la professionalità e la capacità di proiettarsi al futuro rendono i nostri servizi all’avanguardia per la consulenza all’impresa che basa il proprio modello di business sulle dinamiche di Internet.
DDA Studio legale
via Pietro da Cortona 8, 00196 Roma (RM)
Fax +39 06 390 388 33
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Lo Studio è specializzato nelle materie relative alla tutela del diritto d’autore e dei diritti connessi ai sensi della legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive modifiche.
L’attività tradizionale si svolge nella:
- consulenza consulenza giudiziale e stragiudiziale in tema di diritto d’autore e diritti connessi
- redazione di pareri e contratti in materia di Diritto d’Autore e Diritti connessi, nell’assistenza al deposito delle opere in Siae.
Svolgiamo altresì, in nome e per conto degli aventi diritto, i necessari controlli dell’attività di gestione della Siae.
Lo Studio Legale DDA, inoltre, offre servizi di consulenza in materie quali il diritto dell’Internet, il diritto industriale, deposito e registrazione marchi nazionali e comunitari, modelli e disegni, licenze di marchi, brevetti e know-how, contratti di e-commerce e Internet in generale.
Infine, lo Studio è specializzato nel recupero dei crediti derivanti dall’utilizzazione economica dell’opera, in Italia e all’estero.
Offri servizi di musica in-store o diffondi musica nei tuoi locali? Continua la lettura, scoprirai in cosa siamo unici… Read more »
Latest news
29 maggio 2013: seminario “Codice del Diritto d’autore e dello spettacolo. Normativa italiana ed europea.”
Mercoledì 29 maggio 2013, presso l’Aula Avvocati del Palazzo di Giustizia in Piazza Cavour a Roma, si terrà il seminario dal titolo “Codice del Diritto d’autore e dello spettacolo. Normativa italiana ed europea”. Durante l’incontro, che avrà inizio alle ore 15.00 e terminirà alle 17.00, sarà presentato il volume “Codice del Diritto d’autore e dello spettacolo – Normativa italiana ed europea” edito da Altalex a cura di Giuseppe Corasaniti e Deborah De Angelis” e da questo spunto si proseguirà per fare il punto della situazione e riflettere sul complesso impianto normativo che concerne l’universo del diritto d’autore.
Ad aprire il seminario con i saluti di rito vi sarà il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma, l’Avv. Mauro Vaglio, mentre gli speaker della giornata saranno il Prof. Avv. Alberto M. Gambino, docente di Diritto Privato presso l’Università Europea di Roma e già Presidente del Comitato Consultivo Permanente per il diritto d’Autore, e il Prof. Avv. Eugenio Prosperetti, docente di Competition Law and Policy presso l’Università di Siena: a coordinare gli interventi sarà presente l’Avv. Isabella Maria Stoppani, Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma e Delegata al Settore Rapporti Internazionali.
Per iscriversi al seminario è necessario inviare una mail di conferma all’indirizzo info@ddastudiolegale.it entro e non oltre il 27.05.2013. Il Consiglio dell’Ordine ha attribuito n.2 crediti formativi all’evento.
Technology matters!
Che il copyright e le nuove tecnologie non vadano di pari passo è ormai acclarato. Che vi sia uno studio approfondito per la scelta della tecnologia in modo da bypassare le normative di diritto d’autore relative alla diffusione via internet di programmi televisivi, invece, traspare solo ultimamente attraverso due diverse pronunce da parte di due distinti tribunali distrettuali statunitensi.
Le due pronunce, la prima relativa al procedimento WNET v. Aereo Inc. e la seconda tra Capitol Records, LLC v. Redigi, Inc., pur avendo a oggetto l’applicazione del diritto di distribuzione di contenuti digitali secondo le normative d’oltreoceano, differiscono nelle pronunce: ciò a causa del sistema tecnologico utilizzato per la distribuzione dei contenuti digitali senza la concessione in licenza dei titolari dei diritti.
Tutela giuridica dei programmi per elaboratore – Commercializzazione di licenze usate relative a programmi per elaboratore scaricati da Internet – Direttiva 2009/24/CE – Articoli 4, paragrafo 2, e 5, paragrafo 1 – Esaurimento del diritto di distribuzione – Nozione di legittimo acquirente
Art.700 C.P.C. e la procedura d’urgenza
È uscito in questi giorni per la Maggioli editore il volume dal titolo “Art.700 C.P.C. e la procedura d’urgenza” a cura di Giuseppe Buffone ed edito nella collana “L’attualità del diritto” diretta da Giuseppe Cassano. Il testo offre un particolare approfondimento, declinato in vari settori dell’ambito legale, in merito alla tutela cautelare ex art.700 c.p.c. A questo proposito nel volume è anche presente un capitolo curato dall’Avv. Deborah De Angelis, con i contributi dell’Avv. Francesco Di Marco e del Dott. Marco Prato, e interamente dedicato alla tutela atipica ex art.700 c.p.c. nel settore della proprietà intellettuale, campo questo in cui la disciplina della tutela cautelare assume delle caratteristiche assai peculiari che meritano di essere sviscerate e analizzate a fondo. Ogni capitolo è inoltre corredato di un’appendice nella quale vengono fornite risposte supportate da un adeguato materiale giurisprudenziale ad alcuni quesiti particolarmente interessanti circa l’argomento trattato, in modo tale da offrire un panorama completo e approfondito dei singoli settori analizzati. Il volume può essere direttamente ordinato da qui.
Il CCI e il sistema statunitense delle “sei notifiche” per combattere la pirateria online.
Guai in vista per tutti coloro che sono soliti scaricare illegalmente materiale protetto da copyright negli Stati Uniti: è di questi giorni infatti la notizia che il Center for Copyright Information adotterà un meccanismo consistente nell’invio di sei notifiche nei confronti di chi verrà sorpreso a compiere tali infrazioni. Il CCI nasce proprio con l’intento dichiarato di combattere la pirateria online e raduna sotto il suo nome alcune fra le più importanti associazioni dell’industria cinematografica e musicale quali la RIAA (Recording Industry of America) e la MPAA (Motion Picture Association of America) oltre a cinque dei principali internet provider statunitensi (AT&T, Cablevision, Comcast, Time Warner e Verizon): tale alleanza trova la sua base di azione proprio sulla convinzione che sono i provider i soggetti più indicati a monitorare e controllare il comportamento degli utenti della rete, permettendo di venire a conoscenza e identificare gli individui che hanno effettuato download illegali tramite i numerosi sistemi di peer to peer.
È la strada tracciata dall’esperienza francese di Hadopi quella che la CCI intende ripercorrere, modellando il meccanismo proprio sulla già sperimentata dottrina Sarkozy: il sistema infatti comprende una serie graduale di notifiche inviate all’utente colto nell’atto di scaricare materiale protetto illegalmente. Il punto di partenza è proprio quello di responsabilizzare le singole parti in gioco, dagli internet provider ai singoli utenti della rete che si ritroverebbero a essere monitorati seguendo però un approccio che verrebbe quasi più da intendersi come “rieducativo” che punitivo. Il CAS (Copyright Alert System), infatti, non prevede azioni legali ma solamente un sistema di notifiche strutturato secondo un graduale piano di invio di segnalazioni il cui contenuto varia a seconda che la violazione venga o meno reiterata.
Le prime due notifiche consistono infatti in un avvertimento tramite messaggio vocale che informa gli utenti colti sul fatto circa l’infrazione che hanno commesso e proponendo loro le possibili alternative attraverso le quali reperire legalmente il materiale scaricato tramite canali illeciti. La terza e quarta notifica reindirizzano invece l’utente su una pagina web dove questi verrà ulteriormente edotto circa la natura illegale della propria azione anche attraverso un video che mostra e illustra le conseguenze che comportano le violazioni di copyright. Infine, la quinta e la sesta notifica intervengono direttamente sulla connessione dell’utente, attuando come forma “punitiva” un sostanziale rallentamento che può durare anche diversi giorni.
Il meccanismo messo in atto attraverso il CAS permette dunque di individuare gli utenti attraverso il protocollo internet di ciascun computer che ha condiviso del materiale protetto da copyright, senza però che tali dati identificativi vengano comunicati anche ai titolari dei diritti d’autore coinvolti. A fronte di questo sistema anti-pirateria, però, sono già sorti i primi dubbi in merito alla sua effettiva funzionalità, a cominciare dalle problematiche legate all’utilizzo degli hot spot wi-fi in luoghi pubblici. Per tutti coloro che poi fossero colpiti da queste misure “rieducative”, vi è sempre la possibilità di fare ricorso entro due settimane dall’ultima notifica ricevuta, procedura questa che verrebbe a costare all’utente 35 dollari. L’impressione è dunque che questo sistema messo in atto dalla CCI sia indirizzato a scoraggiare soprattutto gli utenti meno accorti, oltre al fatto che il CAS riesce a risalire all’identità degli utenti solamente tramite l’IP, dato questo che ormai attraverso proxy e servizi VPN può essere mascherato facilmente, rendendo così innocuo, per una larga fetta di utenti, l’intero meccanismo adottato dal CCI.














