L’ITALIA RATIFICA LA CONVENZIONE DI FARO

Immagine: Colosseum di Leonardo rilasciata con licenza CC BY-NC-ND 2.0
Fonte Flickr
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La Camera dei Deputati ha approvato oggi in via definitiva la ratifica della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore dell’eredità culturale per la società, cosiddetta “Convenzione di Faro”. Il documento, nato nel 2005 ed entrato in vigore nel 2011, era stato firmato dall’Italia nel 2013.

La Convenzione intende promuovere la valorizzazione del patrimonio culturale e del rapporto che lo lega alla comunità di riferimento, definendo gli obiettivi generali in tal senso. 

A fondamento della Convenzione c’è il riconoscimento del diritto all’accesso, alla conoscenza e all’uso dell’eredità culturale quale diritto umano fondamentale, così come previsto dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dal Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali.

Tra gli aspetti più rilevanti della Convenzione c’è il riconoscimento di un vero e proprio diritto al patrimonio culturale (eredità culturale), inteso come diritto di partecipare alla vita culturale; nonché, d’altro canto, l’individuazione di una responsabilità individuale e collettiva nei confronti di tale eredità. La conservazione di quest’ultima, ed il suo uso sostenibile, inoltre, hanno l’obiettivo fondamentale di contribuire allo sviluppo umano e alla qualità della vita in una comunità democratica e pacifica.

Il documento fa riferimento ad un concetto ampio di patrimonio culturale, individuato nell’ “insieme di risorse ereditate dal passato che le popolazioni identificano, indipendentemente da chi ne detenga la proprietà, come riflesso ed espressione dei loro valori, credenze, conoscenze e tradizioni, in continua evoluzione”; e definisce le comunità eredità come “un insieme di persone che attribuisce valore ad aspetti specifici del patrimonio culturale, e che desidera, nel quadro di un’azione pubblica, sostenerli e trasmetterli alle generazioni future” (art. 2)

Il testo infine riserva particolare attenzione al collegamento tra il patrimonio culturale e gli strumenti di conoscenza e formazione.

 

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